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Sicurezza online, il 40% dei minori condividerebbe info private

02 Novembre 2021

Quali pericoli corrono in rete i più piccoli? La società di sicurezza informatica Kaspersky ha realizzato un'indagine sull'educazione digitale su un campione di 1.833 bambini italiani a cui hanno aderito 215 scuole di tutta Italia. L'indagine, condotta tra maggio e ottobre 2021, aveva lo scopo di analizzare le abitudini della generazione 'alpha' in merito all'uso dei dispositivi tecnologici e la loro consapevolezza circa i rischi nei quali potrebbero incorrere, navigando in rete.

I risultati dell'analisi aprono alla riflessione sull'utilizzo di piattaforme online da parte dei più giovani e sui rischi che essi corrono.

Il 36% dei giovanissimi ha ricevuto proposte di giochi e sfide pericolose

Il 40% dei bambini, tra i 5 e 10 anni, intervistati da Educazione Digitale, ammette che condividerebbe dati e informazioni personali online, anche a sconosciuti, “perché un amico virtuale è pur sempre un amico”. Questo dato sorprende ancora di più se si considera che il 93% di loro ha affermato di aver ricevuto da familiari e insegnanti tutte le informazioni necessarie circa i pericoli che potrebbero incontrare online.

Il rischio non è solo ipotetico: il 36% ha dichiarato di aver ricevuto su internet proposte di giochi o sfide pericolose da parte di contatti estranei. Il 55% nella fascia di riferimento tra i 5 e i 10 anni possiede già un dispositivo personale e il 20% lo utilizza per più di due ore al giorno.

Quali rischi si corrono sul web?

Una lunga esposizione allo smartphone e alle Rete, tuttavia, porta con sé anche dei rischi da non sottovalutare. Qualche dato.

Secondo la ricerca di Thorn, insieme a Benenson Strategy Group, circa il 38% dei minori è stato coinvolto in atti di bullismo, in particolare i minori LGBTQ+: circa il 45% di loro ha segnalato di esserne stato vittima, rispetto al 37% non LGBTQ+. Le esperienze potenzialmente dannose si svolgono su tutte le principali piattaforme, tra cui Snapchat (33% per i LGBTQ+ e 25% per i non LGBTQ+) e Instagram (29% per i LGBTQ+ e 25% per i non LGBTQ+). Come approfondito nel nostro glossario, inoltre, vi sono molteplici rischi sul web collegati al cyberbullismo: dal revenge porn al bodyshaming

Un grave dato arriva anche dall'inconsapevolezza dei giovani rispetto alle conseguenze delle loro parole sul web, non solo giuridiche, ma anche emotive e psicologiche delle loro vittime, come è stato dimostrato dalle parole dei testimoni interrogati durante il primo processo contro il cyberbullismo, in Francia.

Come difendersi dai pericoli della Rete?

Risulta importante, quindi, dare anche ai più giovani maggiori strumenti per potersi tutelare e difendere, ma soprattutto permettere loro di riconoscere i pericoli. Per questo risulta fondamentale la norma inserita nel decreto legge Riaperture approvato lo scorso 7 ottobre dal Consiglio dei ministri in cui si dà la possibilità anche ai minori (dai 14 anni in su) di segnalare al Garante della privacy contenuti intimi personali che temono possano essere divulgati senza il loro consenso, prima ancora che avvenga l’eventuale pubblicazione.

La maggiore sicurezza si ottiene offrendo ai giovani un'educazione e una consapevolezza maggiore degli strumenti utilizzati, in modo tale da sfruttare tutti i vantaggi e, al tempo stesso, proteggerli da eventuali pericoli.

Come contattare Stop alle Offese

Stop alle Offese si occupa di tutela gratuita dalla diffamazione online. Per contattare i nostri esperti, puoi compilare questo form o scrivere una mail segnalazioni@stopalleoffese.it