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Facebook protegge anche i vip dagli insulti? Le novità sulla moderazione del social

30 Marzo 2021

Secondo un recente articolo del The Guardian, entrato in possesso di un report di circa 300 pagine sulla policy dei moderatori di Facebook, il social farebbe differenze tra utenti normali e utenti "vip".

Da questo, secondo la testata, risulta che la protezione dalle offese nei confronti dei personaggi famosi sarebbe molto meno rigida rispetto ai privati.

“Per i personaggi pubblici, rimuoviamo gli attacchi gravi e alcuni attacchi in cui il personaggio pubblico è taggato direttamente nel post o nel commento. Per i privati, la nostra protezione va oltre: rimuoviamo i contenuti che hanno lo scopo di avvilire o far vergognare, comprese, ad esempio, le affermazioni sull'attività sessuale di qualcuno "

Nel documento e nelle parole dei portavoce di Facebook, emerge la differenza di trattamento tra persone famose e persone comuni. Per questi ultimi, sono previste protezioni contro ogni forma di abuso per contrastare l'odio e il bullismo che spesso corrono sui social. Mentre i Vip sarebbero considerati target "permessi" per alcune tipologie di abuso "perché vogliamo permettere la discussione, che spesso include commenti critici su persone che appaiono nelle news", viene scritto nelle linee guida di Facebook ai suoi moderatori.

Come identifica un "personaggio pubblico"?

Per essere qualificato come "famoso" basta che l'utente abbia più di 100.000 fan o follower su uno dei propri account di social media.

Esistono tuttavia delle eccezioni. Gli utenti del social, secondo quanto riporta The Guardian, possono fare i "bulli" con persone decedute, ma solo se prima del 1900, e allo stesso tempo sono autorizzati ad avere lo stesso atteggiamento nei confronti dei personaggi di fantasia. Un esempio: ai moderatori viene detto di non intervenire per gli insulti contro Homer Simpson.

Esistono poi anche i personaggi pubblici "involontari". Si tratta di personaggi pubblici “che non sono vere celebrità, e che non si sono impegnati con la loro fama".

Cosa cambierà ora?

Questa decisione di Facebook preoccupa gli utenti di spicco della piattaforma, che si sono già lamentati del fatto che il social non riesca a proteggere adeguatamente i personaggi pubblici dalle offese.

Un fenomeno che non colpisce solo Facebook. Instagram, ad esempio, a febbraio si è impegnato a chiudere gli account degli utenti che hanno inviato offese ad alcuni calciatori di colore. i neri.

Un portavoce di Facebook ha dichiarato: "Riteniamo importante consentire la discussione critica sui politici e su altre persone in vista. Ma ciò non significa che permettiamo alle persone di abusarne o molestarle gli utenti sulle nostre piattaforme".

Come contattare Stop alle Offese?

Stop alle Offese si occupa di tutela gratuita dalla diffamazione online. Se ritieni di essere vittima di insulti e minacce sul web e sui social, puoi contattare i nostri esperti compilando questo form o tramite l'indirizzo email segnalazioni@stopalleoffese.it