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Cos’è la diffamazione? La differenza tra querela e denuncia

10 Gennaio 2021

Cos'è la diffamazione?

Molto spesso, sui social e sulla stampa, si parla di diffamazione. Facciamo chiarezza: la diffamazione rientra tra i reati penali, infatti viene trattata dall'Art. 595 C.P.:

"Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065. Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516".

Chi si dovesse ritrovare in una di queste situazioni, potrà quindi tutelarsi tramite una querela.

Che differenza c'è tra querela e denuncia?

La risposta arriva, anche in questo caso, dal nostro ordinamento giuridico.

La querela può essere fatta solo dalla persona lesa e, a seconda dei reati, ha un limite di tempo. Infatti per i reati contro la libertà personale – stalking o revenge porn – il limite temporale è 6 mesi dalla conoscenza del fatto, per altri, invece, secondo il Comma I dell’Art. 124 del Codice Penale, la scadenza è dopo 3 mesi. La querela può essere ritirata tramite remissione o rinuncia.

La denuncia riguarda reati più gravi e può essere sporta anche da chi non è la vittima. In questo caso non ci sono termini particolari, data la gravità dei fatti a cui si riferisce e può essere, quindi, presentata senza limiti temporali. La denuncia non può essere ritirata.

Cosa fare in caso di diffamazione? Nei casi di diffamazione o minaccia si può procedere con una querela.

Come funziona Stop alle Offese?

I reati per i quali Stop alle Offese presta i propri servizi sono diffamazione e minaccia. Affidarsi agli esperti e alla consulenza tecnica di Stop alle Offese per i reati di diffamazione e minaccia è gratuito: il nostro obiettivo è infatti tutelare le vittime di insulti sul web e sui social. Nella nostra esperienza, inoltre, abbiamo gestito anche casi di stalking e cyberbullismo.

Il servizio di tutela di Stop alle Offese può essere riassunto in quattro fasi:

  1. Una volta aver compilato il form per la richiesta di tutela, i nostri esperti valuteranno il tuo caso e ti forniranno una prima risposta entro 48 ore, comunicando l'esito della valutazione e per decidere cosa fare nelle fasi successive.
  2. Successivamente dovranno essere acquisite delle prove, come la pagina contenente le offese. La nostra tecnologia permette infatti di acquisire prove che hanno valore legale se presentate in un tribunale (ATTENZIONE: lo screen non è una prova con valore legale).
  3. A quel punto si avvierà l'iter legale: prove alla mano, i nostri esperti provvederanno a sporgere querela per diffamazione a chi ti ha insultato o minacciato sul web.
  4. L'intero iter verrà gestito da Stop alle Offese, fino anche ad un eventuale processo e alla chiusura del caso. Tutto gratuitamente

Come contattare Stop alle Offese?

Il modo più semplice per contattare i nostri esperti è compilare questo form. Altrimenti è possibile scrivere una mail a segnalazioni@stopalleoffese.it