Blog

Torna alla Rassegna Stampa

Arriva lo stop ai video che incitano alla violenza

19 Novembre 2021

Nell'ultimo periodo si è affrontato il tema della tutela dei più giovani dai contenuti che possono istigare alla violenza o avere ripercussioni sulla psicologia di quest'ultimi, in particolare sui social. Questo grazie anche alle recenti rivelazioni di una dipendente Facebook, Frances Haugen, che ha spiegato come la società fosse consapevole di quanto i contenuti proposti sui social fosse dannoso per i più giovani, ma come ignorasse totalmente il problema.

Proprio sul nostro blog abbiamo parlato di tutti quei fenomeni che possono colpire i più giovani, sia sia da parte dei propri coetanei, come il trickery, sia da parte di adulti, come l'online grooming, creando danni psicologici e sociali.

Una nuova norma per garantire più protezione

Per tutelarli, quindi, il Governo ha deciso di riscrivere il testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici per recepire le disposizioni dettate già nel 2018 da una direttiva Ue e adeguarlo alle piattaforme digitali.

Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri del 4 novembre, già firmato da Sergio Mattarella, è per il momento in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Nella relazione tecnica, si può leggere come l'obiettivo sia fornire un livello adeguato di protezione dei consumatori e dei minori, nell'ambito dei servizi di media audiovisivi .

L'intervento delle autorità è sempre più importante, soprattutto con l'abbassarsi notevole dell'età in cui un giovane si iscrive alle principali piattaforme social: secondo l'analisi di Thorn, insieme a Benenson Strategy Group, (di cui avevamo parlato in questo articolo) il 40% dei ragazzi sotto i 13 anni è già iscritto ai social media. Sempre secondo questa ricerca, nella fascia tra i 9-12 anni, il 50% ha segnalato problemi in rete, rispetto al "solo" 35% di quelli che hanno tra i 13-17 anni.

Cosa cambierà con questo decreto?

Tra le novità risalta un ampliamento di alcune regole di tutela, già esistenti, per i media tradizionali alle piattaforme di condivisione, al fine di adottare misure per salvaguardare i minori dai video e il pubblico da immagini che sono dirette a istigare alla violenza o all'odio.

Agcom, grazie a questo decreto, avrà pieni poteri di vigilanza. L'obiettivo è garantire maggior tutela ai minori, facendo sì che non vedano o ascoltino contenuti (anche pubblicati da altri utenti come una storia su Instagram o un video su TikTok) che siano potenzialmente lesivi per il loro sviluppo fisico, mentale o morale.

Come contattare Stop alle Offese?

Stop alle Offese si occupa di tutela gratuita dalla diffamazione online. Per contattare i nostri esperti, puoi contattare puoi compilare questo form o scrivere una mailsegnalazioni@stopalleoffese.it